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MARZO 2004
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Maschera "sadimbe, satimbe" (lingua dogon); "awa danu" (lingua segreta) : Dogon - stile del villaggio di Sanga. Legno chiaro semi-duro, fibre di diversa natura, tela di sacco, tracce di colori vegetali rosso e nero, materiale sacrificale, patina d'uso. La maschera ha subito più restauri effettuati in tempi diversi e da mani diverse. Nell'ultimo restauro sono stati sostituiti gli avambracci, le fibre ed è stata spalmata, su alcune parti, della vernice frammista a derivati del fumo e, su altre parti, della terra tinta marrone su quella più chiara propria della zona. Il retro della maschera, evidentemente distrutto dalle termiti, delle quali si nota l'aggressione anche nel corpo della statua, risulta con i laterali accennati e ridotti dal restauro e privo dei buchi dove si fissava la buffa. E' molto probabile che la maschera sia stata "riesumata" dal classico "cimitero delle maschere" e da mani non troppo esperte riportata all'antica forma. Dimensioni : h cm 121 x L cm 52 La Satimbe (letteralmente: sorella posata sulla testa) è una maschera in legno la cui faccia viene scolpita come la Sirige; è sormontata da una statua in legno,"dege", raffigurante la prima donna che fu consacrata come "Yasigine" dagli "Andoumboulou". E' vestita con una gonna di fibre e coperta da una buffa di "bede"(la bede rappresenta la giovane donna andoumboulou che è stata divorata da un leone); una piccola zucca è fissata sulla mano sinistra e un piccolo scaccia-mosche, fatto con coda di bue, è fissato sulla mano destra. Il danzatore porta un bastone ed una coda di cavallo; la danza è frammezzata con salti e l'accompagnano diversi canti. Il mito. - Gli Andoumboulou avevano scolpito una maschera ad immagine della loro donna che aveva scoperto le fibre e che avevano, in seguito, consacrato "Yasigine". Gli uomini la imitarono scolpendo sulla parte superiore di una maschera una statua che rappresentava la donna che aveva preso le fibre agli Andoumboulou e che si pone all'origine dell'istituzione della "Yasigine" nel mondo umano. Bibliografia: Marcel Griaule, Masques Dogons, pag. 530. Institut D'Ethnologie, Musée de L'Homme, PARIS |
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